Area riservata alle pubblicazioni accademiche di studenti LABA di Rimini, eventi o mostre LABA di Rimini, annunci speciali

Quest’anno per la prima volta la nostra Accademia sarà presente ad Ecomondo presso lo stand di Hera Ambiente. La collaborazione nata dalla firma della Direttrice Prof.ssa Ivana Pantieri e dall’Amministratore Delegato Scart Maurizio Giani seleziona la nostra Accademia fra le più importanti d’ Italia

Il progetto Scart che da oltre 25 anni si occupa della valorizzazione dei rifiuti attraverso la realizzazione di opere d’arte, ha portato la LABA ad essere rappresentata con un opera realizzata dalla nostra studentessa di Fashion Design Sabrina Pifferi dal titolo “al.luci.nogeno”. L’opera, una lampada realizzata con tessuti di scarto, cerniere e ferramenta metallica, è stata realizzata durante il workshop, della durata di una settimana, condotto dal nostro professore, Arch. Andrea Mandalari, presso la sede di Scart a Santa Croce sull’Arno. L’opera sarà visibile allo stand di Hera Ambiente , stand 5, padiglione C1, dall’ 8 all’11 novembre presso la Fiera di Rimini

SEGNI DI PACE

Biblioteca Gambalunga Rimini

Dal 7 giugno, presentazione ore 17.30

Poster progettati dagli studenti nel corso

Graphic Design 1- LABA Rimini

Docente MariaCristina Serafini

Nel mondo, non lontano da noi, dentro la vecchia e civile Europa, imperversa la barbarie di una guerra. Dentro una biblioteca – nella Biblioteca Gambalunga di Rimini – tredici manifesti, prodotti in una accademia d’arte, non hanno altra funzione se non di essere una silenziosa, “impotente” testimonianza di un desiderio di pace. In quella loro “impotenza”, nella “inutilità silenziosa” della loro presenza, sta la loro dimensione poetica, espressiva. Non sono “messi in mostra”, non si mostrano nella retorica autoreferenziale di una “esposizione”. Sono pensieri di pace, segni visivi adagiati su scaffali di libri; anzi si confondono e dialogano con i libri, che da sempre sono i più naturali, autentici, segni di civiltà.

      Di fronte alla guerra, l’arte appare impotente, appunto “appare”, “sembra” impotente. In fondo, è stata inutile anche Guernica: la drammatica protesta di Picasso, – il suo schierarsi contro la dittatura franchista e contro il bombardamento nazista del 1937 -, non ha certo impedito che, due anni dopo, scoppiasse la seconda guerra mondiale. Ma quell’urlo e quella colomba sono rimasti simboli perenni radicati nella nostra memoria collettiva, nelle nostre coscienze, e ci ricordano che ogni guerra rinnova le stesse antiche atrocità: morte stupri fame rovine. Anche questa volta, alla sofisticata tecnologia di armi sempre più distruttive e stupidamente “intelligenti”, si somma l’antica “guerra del pane”, l’arma atavica e barbara della carestia.

      Con occhi giovani, gli studenti autori dei manifesti, nati nel millennio, confrontandosi per la prima volta col tema della guerra, e con le crude immagini della cronaca, raccolgono ed elaborano la memoria di Guernica e l’eredità di altri artisti e grafici, che, come Albe Steiner, hanno trasferito nelle forme dell’arte il loro impegno civile. Ed è commovente, nei lavori degli studenti, la nuova speranza di pace, che scopriamo anche nella ingenua, ma salutare, necessaria, rimozione di un espressionismo violento, urlato, che era presente nella manualità del Novecento, e che non appartiene alla loro generazione “digitale”. Ad esempio, una studentessa ucraina, autrice di un manifesto, di fronte alla tragedia che la coinvolge direttamente, si rifugia nelle forme floreali di una rassicurante fantasia neoliberty. 

     Oggi, 30 maggio, sul fronte di guerra, nel Donbass, colpito da una scheggia, è morto un altro giornalista: Frédéric Leclerc, 32 anni, francese. Agli eroici narratori di guerra, invano protetti dalla scritta PRESS, propongo sia dedicata questa rassegna di pace. La memoria della loro scrittura troverà, tra i libri e i lettori di una biblioteca, una casa naturale

Il Soroptimist premia giovani talenti della LABA di Rimini

Luna Ranieri, Davide Solieri e Rebecca Marini sono i vincitori del bando di concorso fotografico

Premiazione dei vincitori del bando di concorso fotografico del Soroptimist Rimini dedicato all’allestimento di “Una stanza tutta per sé” che è stata allestita per accogliere le denuncia delle donne vittime di violenza presso il comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri.

Il Soroptimist Club di Rimini ha deciso di chiedere la collaborazione della Libera Accademia di Belle Arti di Rimini per allestire la stanza e renderla più intima e accogliente per colore che nel dramma vi si dovessero recare. Da qui è nata l’idea del bando rivolto agli studenti del corso di Fotografia del professor Michele Ambroni, che appassionatosi subito al progetto ha saputo coinvolgere i suoi studenti.

Luna Ranieri, Davide Solieri e Rebecca Marini sono risultati i tre vincitori per l’abilità congiunta alla sensibilità con cui hanno saputo interpretare il drammatico tema e una menzione speciale è andata ad Eleonora Cavallini per aver sviluppato il tema della violenza di genere collegandola alle disparità in ambito lavorativo.

Tutti sono stati premiati dalla presidente Gabriella Vitri e da Giorgia Micheli referente del progetto.

Corriere di Romagna – 24-06-2021

Quanto incidono le etichette sulla nostra vita?

Tutte le persone che hanno partecipato all’esibizione, hanno avuto un grosso impatto culturale nella nostra società, quindi non è effettivamente così debole come si pensa.
All’esibizione dovrebbero venire tutte le persone che non hanno una chiara idea di come funziona veramente il mercato di oggi, di come tutto ciò con cui interagiamo riesce a influenzarci e a massificarci.
Questa mostra ti aiuta a fermarti e soprattutto a riflettere sull’importanza di riprendere in mano la propria vita, accorgendosi dell’eccessiva fiducia riposta nei marchi e nel pensiero degli altri, senza fermarsi a pensare a ciò che si vuole veramente e ciò che può essere più giusto per la propria vita.
Con le nostre opere volgiamo dare un senso di estraniamento che colpisce lo spettatore nel momento in cui l’apparenza, che molto spesso mettiamo in primo piano, non rappresenta la realtà effettiva che sta dietro le cose.
Poche persone hanno un atteggiamento poco seriale verso la condivisione di immagini o video di contenuti in generale, mentre invece la maggior parte delle persone non è così, ricadendo nella serialità.
Voler raggiungere un mondo privo di etichette è fondamentalmente un utopia che l’uomo cerca di perseguire da sempre a cui non arriverà mai, non si può far niente per eliminarle.
Partendo dai cookies, in un’opera in particolare, vogliamo esprimere la classificazione che sta in tutti questi dati e ricerche che quotidianamente usiamo quando cerchiamo cose con i nostri dispositivi.
Abbiamo creato una visione ancora più estrema e negativa delle etichette cercando di portare i fruitori alla formulazione di un pensiero sia negativo ma anche positivo.

MADE IN Exhibition ● Quanto incidono le etichette nella nostra vita?
MadeIn è un evento progettato e realizzato dagli studenti del Corso di Graphic Design della Libera Accademia di Belle Arti di Rimini ( LABA di Rimini ) nell’anno accademico 2018-2019